L’Intelligenza Artificiale ridisegna il futuro di Milan Bergamo Airport: efficienza, sicurezza e inclusione

L’Intelligenza Artificiale ridisegna il futuro di Milan Bergamo Airport: efficienza, sicurezza e inclusione

L’innovazione tecnologica si conferma il pilastro centrale dell’agenda di trasformazione digitale dell’aeroporto, come evidenziato in un recente approfondimento di Eco.bergamo. L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle operazioni del Milan Bergamo Airport non è più una sperimentazione del futuro, ma una realtà pervasiva in grado di ottimizzare i servizi, migliorare il comfort dei passeggeri e tutelare la sicurezza dello scalo.

Secondo Ettore Pizzaballa, responsabile dei sistemi informativi di Milan Bergamo Airport, l’IA è ad oggi una tecnologia applicabile a ogni fase delle operazioni aeroportuali: dal monitoraggio in tempo reale delle strutture alla gestione dei flussi nelle aree critiche come i controlli di sicurezza. Il percorso, iniziato nel 2017 in collaborazione con l’Università di Pavia, ha portato oggi all’impiego di 140 telecamere a doppia ottica e modelli di IA dedicati alla cybersicurezza per la protezione delle infrastrutture digitali.

Tra le applicazioni più innovative spicca il progetto “Avio” (Airport virtual impact structure operation), il primo gemello digitale in Italia dedicato alla porzione airside dello scalo, che utilizza dati in tempo reale per monitorare i movimenti di aerei e mezzi di terra, permettendo l’ottimizzazione dei processi e una significativa riduzione degli sprechi energetici. Uno strumento volto anche alla formazione interna, grazie a simulatori digitali per le operazioni di de-icing.

L’impegno di SACBO per la sostenibilità sociale, attraverso l’IA, si traduce anche in maggiore accessibilità. Entro l’estate verranno installati cinque totem dotati di avatar certificati dall’Ente Nazionale Sordi (ENS), capaci di comunicare nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) per assistere i passeggeri con mobilità ridotta.

Tuttavia, l’evoluzione tecnologica non prescinde dal fattore umano. Davide Gabrielli, responsabile dell’Operational innovation unit di SACBO, sottolinea come parallelamente all’adozione delle nuove tecnologie sia stato avviato un percorso di  consapevolezza e formazione per tutta la popolazione aziendale. L’obiettivo è garantire che l’IA venga introdotta con visione, assicurando una governance umana che permetta alle persone di lavorare meglio, senza dimenticare che la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio dell’efficienza e non un fine assoluto. Questa strategia è stata recentemente condivisa anche nel corso del convegno “Le nuove sfide dell’Intelligenza Artificiale. Diritto e responsabilità”, promosso da SACBO, che ha visto la partecipazione di Davide Gabrielli e di Dario Ricco, HR Industrial Relations Manager di SACBO, con l’intervento “IA: nuove rotte tra diritto, tecnica e organizzazione”. Un confronto che ha evidenziato la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica, governance e coinvolgimento delle persone, affinché l’IA venga introdotta in modo responsabile, costruendo fiducia prima ancora che sistemi.

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