La tutela della biodiversità e la salvaguardia degli ecosistemi naturali rappresentano un pilastro fondamentale nella strategia ambientale di Milan Bergamo Airport. Dal 2023 lo scalo conduce un programma scientifico continuativo per il monitoraggio della fauna locale e la progettazione di interventi di mitigazione e compensazione ecologica.
Questo impegno concreto e l’analisi dei rigorosi dati scientifici raccolti sono stati messi in luce nell’ultimo numero della rivista eco.bergamo, che ha approfondito le dinamiche di questa convivenza virtuosa tra lo scalo e l’ambiente circostante.
L’attività, sviluppata in stretta collaborazione con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA), si concentra sul corridoio ecologico del fiume Serio, una zona di vitale importanza per la connettività biologica della provincia. Come evidenziato da Elena Massoletti, della divisione Affari ambientali di Milan Bergamo Airport, la collaborazione con un’autorità scientifica come la FLA permette di mappare e valutare l’impatto dello scalo.
Riccardo Falco, responsabile delle aree di ricerca territoriale ed educazione ambientale della Fondazione, ha sottolineato come i risultati dimostrino che il corridoio fluviale è ancora pienamente in grado di sostenere le specie residenti, fungendo da via di transito vitale e mostrando un impatto meno pesante rispetto ad altre reti di mobilità terrestre come le autostrade. I dati biologici evidenziano una ricca diversità: intorno allo scalo sono state censite 30 specie di farfalle, 15 di libellule e 68 specie di uccelli nidificanti e migratori. L’utilizzo di fototrappole ha inoltre documentato la presenza di tassi, volpi e persino il passaggio di un esemplare di cervo in movimento dal Serio verso le aree montuose delle Prealpi.
Nel 2025, un monitoraggio di 50 giorni ha registrato oltre 700 rapaci in migrazione pre-riproduttiva lungo il fiume, con avvistamenti di specie protette come il grillaio e la poiana coda bianca. Le attività di compensazione si traducono in azioni dirette sul territorio: l’aeroporto ha reso possibile il ripristino dello “stagnetto delle rane” a Seriate per favorire la riproduzione degli anfibi, indicatori della qualità delle acque, e ha programmato la creazione di “prati delle farfalle” attraverso interventi mirati sulla vegetazione lungo il Serio. A queste iniziative si aggiunge il cofinanziamento del carnaio nell’Oasi WWF di Valpredina, un punto di sosta e tutela fondamentale per la sopravvivenza di grandi rapaci necrofagi minacciati, come l’avvoltoio, il grifone e il capovaccaio.

